Tre blocchi, non un elenco di formule
Il primo blocco è tecnico e quasi tutti i saloni lo compilano: base rilevata su radice, lunghezze e punte, formula, volume, tempi di posa, tonalizzazione. È indispensabile in cabina e insufficiente da solo.
Il secondo blocco è quello che manca quasi sempre: l’obiettivo dichiarato dalla cliente con le sue parole, il criterio con cui è stata scelta quella direzione, e cosa era stato scartato. Sono tre righe che permettono, tre mesi dopo, di riprendere il discorso invece di ricominciarlo.
Il terzo è il mantenimento con le date: ogni quanto la tonalizzazione, quando la tappa successiva, quali prodotti a casa. È la parte che genera la prenotazione e che rende verificabile ciò che era stato promesso.
Le leve da presidiare nella SERP
Il grafico è un modello qualitativo: aiuta a visualizzare dove si colloca l'argomento rispetto a gestione, consulenza, vendita e differenziazione.
Scheda tecnica e scheda di consulenza
La tabella distingue cosa registra ciascuna e cosa consente di fare alla visita successiva.
| Aspetto | Solo dati tecnici | Con criteri e mantenimento |
|---|---|---|
| Visita successiva | Si ripete il servizio precedente | Si prosegue il percorso |
| Cambio di professionista | Esegue senza sapere perché | Conosce direzione e alternative scartate |
| Proposta di un servizio nuovo | Riparte da zero | Parte da cosa era già stato valutato |
| Verifica di quanto promesso | Non possibile | Confronto con il mantenimento concordato |
Cosa registrare
Blocco tecnico
Base su radice, lunghezze e punte, formula, tempi.
Blocco decisionale
Obiettivo con le sue parole e criterio della scelta.
Blocco mantenimento
Frequenza, prodotti, data della tappa successiva.
Compila con la cliente seduta
Dopo si perde ciò che serve.
I campi da aggiungere
- Obiettivo con le parole della cliente, non riassunto.
- Criterio della scelta, in una riga.
- Mantenimento con la data della tappa successiva.
Registrare le parole esatte della cliente sembra un dettaglio e non lo è. «Voglio sembrare meno spenta» e «voglio schiarire» portano a servizi diversi, e il riassunto tecnico fatto dal professionista perde proprio l’informazione che servirà a capire se il risultato ha funzionato.
Annotare cosa è stato scartato evita di riproporlo. Una cliente a cui viene proposto di nuovo un colore che aveva già escluso percepisce che nessuno si ricorda di lei, ed è uno degli effetti più facili da evitare con una riga in più.
Quando la consulenza diventa il vero collo di bottiglia
Saloria trasforma la scheda in esperienza: profilo, anteprima, protocollo e piano del look convivono nello stesso percorso. Il prodotto lavora su tablet accanto alla cliente: analisi del viso, piano del look e protocollo tecnico.
Domande frequenti
Cosa distingue una scheda utile da una completa?
La presenza dei criteri della decisione: senza il perché, la scheda permette di ripetere il servizio ma non di proseguire un percorso.
Quando va compilata?
Durante la consulenza, mentre la cliente è seduta. A fine giornata si perdono le informazioni che non si ricostruiscono.
Serve registrare cosa è stato scartato?
Sì, ed è una riga. Evita di riproporre una direzione che la cliente aveva già escluso.