Il ritardo è cumulativo
Se ogni appuntamento è sottostimato di dieci minuti, alla sesta cliente il salone è in ritardo di un'ora. Non c'è nessun imprevisto: c'è solo una durata sbagliata ripetuta sei volte. È la causa più comune di giornate che finiscono male, e la più facile da correggere.
La correzione richiede una misurazione, non una stima. Per due settimane si annota l'orario reale di inizio e fine di ogni servizio: quasi sempre emerge che due o tre voci del listino sono fuori di parecchio, e che sono proprio quelle più frequenti.
L'altra leva è l'ordine. Un colore lungo che lascia trenta minuti di posa può ospitare una piega breve, se l'agenda lo prevede; se non lo prevede, quei trenta minuti si perdono. Nei saloni con più postazioni questo è il margine che separa una giornata piena da una giornata redditizia.
Da dove arriva davvero il ritardo
Il grafico è qualitativo e indica quanto ciascuna causa contribuisce al ritardo di fine giornata.
Due modi di costruire la giornata
La tabella confronta l'agenda costruita sul listino e quella costruita sui tempi reali.
| Aspetto | Agenda da listino | Agenda misurata |
|---|---|---|
| Durata dei servizi | Quella scritta | Quella cronometrata |
| Tempo tra un cliente e l'altro | Zero | Qualche minuto, configurato |
| Tempi di posa | Tempo morto | Slot utilizzabile |
| Fine giornata | In ritardo | In orario |
Come rimetterla in ordine
Misura i servizi frequenti
Due settimane di orari reali di inizio e fine.
Correggi le durate
Sull'agenda, non sul listino esposto.
Aggiungi i tempi liberi
Qualche minuto prima e dopo, configurato una volta.
Sfrutta le pose
Uno slot breve dentro un colore lungo.
Da cui partire
- Cronometra per due settimane i tre servizi più frequenti.
- Aggiungi un tempo libero fisso prima e dopo.
- Usa i tempi di posa come slot, non come pausa.
La misurazione va fatta sui servizi più frequenti, non su tutti. In quasi ogni salone tre o quattro voci coprono la maggior parte delle visite: sistemare quelle sistema la giornata, sistemare le altre non cambia quasi nulla.
Il tempo libero prima e dopo non è tempo perso. Serve a preparare la postazione, a lavare, a salutare senza fretta: se non è in agenda viene preso comunque, ma dall'appuntamento successivo.
Durate che corrispondono alla realtà
In Saloria la durata di una visita è la somma dei servizi scelti, con tempi liberi prima e dopo impostabili in generale e per singolo servizio. Le disponibilità sono ricorrenti, con eccezioni e blocchi per chiusure e assenze. Dalla stessa scheda parte la consulenza, così la visita successiva si pianifica su quello che è stato deciso davvero.
Domande frequenti
Perché accumulo ritardo anche senza imprevisti?
Quasi sempre perché le durate in agenda sono più corte di quelle reali: dieci minuti per sei appuntamenti fanno un'ora.
Quanto tempo libero lasciare tra un cliente e l'altro?
Abbastanza per preparare la postazione e salutare senza fretta. Se non è in agenda viene preso comunque, ma all'appuntamento dopo.
I tempi di posa si possono usare?
Sì, se l'agenda li tratta come slot disponibili e non come tempo bloccato.